L’Associazione Amici della Fondazione Basso è stata costituita con atto notarile il 3 marzo 2011 per mettere in rete le persone che nel corso del tempo hanno partecipato alle attività della Fondazione stessa o che comunque ne hanno apprezzato l’ impegno culturale nel campo della teoria politica, della cultura dei diritti, degli studi storici, della bioetica, allo scopo di sostenere nel tempo tale impegno, far conoscere e sviluppare i progetti della Fondazione sul terreno della ricerca e della sua socializzazione.

Nel 2014 è stato lanciato il progetto “Adotta un libro” ideato per tutelare le edizioni rare e di pregio possedute dalla biblioteca. L’obiettivo è la valorizzazione e il recupero del prezioso patrimonio librario di cui la Fondazione Basso è custode. Dopo avere individuato i libri o i periodici che necessitano di un restauro, si predispongono delle schede informative per proporli ai potenziali donatori. Il donatore, dal momento in cui decide di prendere parte all’iniziativa, sarà legato alla storia del libro, perché il volume da lui “adottato” verrà corredato da uno speciale ex libris su cui sarà riportato il nome della persona, o dell’ente che avrà contribuito al restauro. Il restauro conservativo dei volumi posseduti dalla biblioteca permette al bene di continuare la sua vita nella forma in cui ci è pervenuto, non alterando le tracce storiche che possiede. Per questo si interviene consolidando le parti deteriorate dall’uso, risarcendo con carte giapponesi (specifiche per il restauro), con colori e spessori adeguati, ricomponendo fascicoli sciolti, eseguendo cuciture sulle tracce originali. Si conservano le brossure originali, restaurandole dove necessario e alla fine proteggendole con una custodia adeguata di cartone. Non appena ricevuto il volume restaurato viene inviato il certificato d’adozione. Si allega l’elenco dei volumi sin qui adottati.
Nel 2015 il progetto “Adotta un libro” è stato esteso anche ai manifesti e altro materiale iconografico.

L’Associazione ha inoltre promosso e finanziato, con il contributo OPM della Tavola Valdese, due importanti ricerche.

“La memoria del futuro: culture, soggetti e prospettive dei movimenti per i beni comuni ambientali in Italia”, ricerca svolta nel 2013 ad opera di Catia Papa, docente di storia contemporanea, sulla storia e i documenti della campagna referendaria contro il nucleare e per l’acqua pubblica in Italia. La ricerca ha permesso fra l’altro di raccogliere la documentazione prodotta dai movimenti ambientalisti e dai comitati costituitisi per il referendum svoltosi il 12 e 13 giugno 2011. Negli anni, l’accumulo del materiale non aveva seguito alcuna logica archivista e si è reso perciò necessario un lungo lavoro di ricerca, recupero e sommario ordinamento della documentazione. Donato all’Archivio della Fondazione Lelio e Lisli Basso nel settembre 2013, il fondo così costituito è risultato abbastanza completo e ricco dei più svariati materiali. Sia la documentazione prodotta da Legambiente, sia quella proveniente dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha richiesto un complesso lavoro di archiviazione, che ha sollevato alcune questioni metodologiche, ad oggi inesplorate, descritte in un’apposita nota della dott.ssa Simona Luciani, responsabile dell’Archivio vista della Fondazione Basso. Il lavoro di ricerca svolto nel 2013 si è inoltre arricchito di un ulteriore ambito. Contestualmente alla raccolta del materiale – e al suo ordinamento archivistico – è stato infatti avviato un progetto di recupero della memoria orale della campagna referendaria, sono state cioè realizzate alcune interviste audio-video ai protagonisti di quella stagione di mobilitazione sociale e politica, a singoli attivisti o gruppi di aderenti a comitati locali. Anche l’archivio di interviste così costituito è conservato presso la sede della Fondazione Lelio e Lisli Basso.

Cittadinanza attiva. Le forme della partecipazione civica tra locale e globale: il caso studio del bilancio partecipativo. La complessa ricerca, svolta tra il 2014 e il 2015, anch’essa curata da Catia Papa, su progetto coordinato dal prof. Giancarlo Monina, ha analizzato il tema della cittadinanza attiva, come partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche e al governo dei beni comuni, non interamente sovrapponibile ai modelli e dispositivi della democrazia partecipativa inseriti nel campo di una governance razionalizzante. Un primo filone della ricerca, ad esito di una disamina storica e teorica della progressiva estensione dei paradigmi partecipativo e deliberativo, si è concluso con un saggio di Giavanni Allegretti e Roberto Falanga “I bilanci partecipativi come metafora di una trasformazione: il coinvolgimento dei cittadini tra memorie del passato e sfide per il futuro”. Di un secondo filone di analisi delle forme di partecipazione democratica sperimentate nel corso del processo di integrazione europea per rispondere alle critiche sul“deficit democratico”delle istituzioni comunitarie, dà conto il saggio di Giuseppe Allegri “Partecipazione democratica e Unione europea: bilanci e prospettive”. Infine, dell’esito delle analisi del caso-studio del bilancio partecipativo a Roma e nel Lazio danno conto i saggi di Catia Papa “Roma ‘città globale’. Esperienze di democrazia municipale e transnazionale”e di Riccardo Troisi e Adriana Goni Mazzitelli “L’esperienza del bilancio partecipativo della Regione Lazio”. La ricerca si conclude con una bibliografia ragionata sul tema della cittadinanza attiva a cura di Cecilia Cardito.

Sempre con i fondi OPM della Tavola Valdese, l’Associazione ha sostenuto l’ampliamento del laboratorio e delle attrezzature della Scuola di Giornalismo della Fondazione Basso ed è partner della Fondazione per il corso di formazione in “Comunicazione multimediale e cultura dei diritti”. L’idea nasce inoltre dal desiderio di contribuire a colmare una lacuna vistosa nella preparazione dei giovani alla professione di comunicatori, ponendo particolare accento alla dimensione democratica del corso proposto. Filo conduttore di tutto il corso, come motore dei moduli tecnici quanto di quelli teorici, sono concetti quali la dignità della persona, la tutela delle fasce deboli della popolazione, le dinamiche di liberazione riguardanti cibo, acqua, beni comuni, l’illiceità della guerra e infine il multiculturalismo. Il corso si propone di coltivare nell’aspirante giornalista lo spirito critico sui grandi temi dell’attualità; di approfondire i temi dei diritti e dello stesso Diritto dei popoli, della memoria, delle mappe di altri mondi, dell’esperienza presente qui e ora, dei diversi sistemi di governo.

Fra le iniziative pubbliche promosse si ricordano:

• la rappresentazione nel 2013 dello spettacolo teatrale della compagnia Itineraria “Dove è nata la nostra Costituzione” al teatro Valle (protagonisti quattro padri costituenti: Calamandrei, Basso, Noce e Dossetti);
• la presentazione nel 2014 da parte del regista Mourad Ben Cheikh del suo documentario sulla primavera tunisina (“Jamais plus peur”);
• la messa in scena teatrale nel 2015 di alcuni testi scritti per la Fondazione o tratti dalla sua vasta biblioteca.

Una iniziativa a carattere periodico è la visita guidata alla biblioteca Basso (riservata ai soci), che comprende oltre 100.000 volumi e 5.000 periodici, fra i quali alcune autentiche rarità

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